Regalo

oggi c’era un bel sole. tiepido. che faceva capolino all’angolo lontano della primavera. ho camminato imitando un passo non mio ma che mi appartiene. io silenzioso e il passo rumoroso. ho intravisto lampi di sospiri, baluginii di mani, capelli appena sfiorati da un vento leggerissimo. coccolando questo pensiero, con il desiderio che si materializzasse, ho ricevuto un regalo. ché anche se non è natale è bello farne e riceverne. ma questo… oh che regalo! perché è giunto assolutamente inaspettato. un regalo di ardore, passione, amore, sentimento, calore. come i primi germogli della primavera, che sempre mi meravigliano quando sbocciano: un attimo prima l’albero era spoglio e subito dopo è tutto ricoperto di vita nuova. un regalo. una meraviglia.

Di notte

Di notte sono io. Sereno passionale tremante razionale accogliente amante. Solo tempo allo stato puro che mi scorre dentro. Di notte sento il sangue che mi pulsa nelle vene. I pensieri e i desideri si rincorrono e si intrecciano come fili elettrici con una scossa dolce dal sapore d’arancia. Sorseggio un calice di Morellino di Scansano e ascolto il mio prediletto Coltrane se sono a casa. Oppure suono io. Sono giorni e giorni che dormo pochissimo. Non è un problema. Mi piace svegliarmi presto, prepararmi con calma, immaginare di mettere su un caffè anche per qualcun altro e portaglielo e letto. E’ una cosa tenera e sensuale. E’ la notte quando sto alla finestra a fumare e per strada non c’è nessuno. Raramente una macchina, forse qualche giovanotto o fanciulla che tornano tardi, molto tardi. Saranno stati con i loro amanti. Lo spero per loro. Di notte. Non scrivo quasi mai. Mi racconto sogni e desideri per renderli luminosi, anche se fuori è buio. Dentro me c’è luce, però. Di notte cammino scalzo nella passione che sento, intreccio le dita con i capelli della donna che amo, anche se è distante. Mi rotolo sulla lingua il suo sapore rubato in punta di lingua sulle labbra. Di notte sento i profumi della memoria e l’anticipo dei passi di ciò che deve venire. E non aspetto più. Mi alzo e cammino. Seguimi. Dico a te. A te che mi hai dato un nome nuovo e antico, che possiedi il segreto delle mie mani bagnate d’amore. A te che mi prendi per i capelli sorridendo. A te. Questa è una notte nuova, fatta di giochi e sospiri silenziosi. Urla di piacere e parole silenziose. Dammi la mano. Prendi la mia. Custodiscila ché la mia mano è tua. Serve per accarezzarti il seno e i pensieri morbidi. E mentre mi arrotolo l’ultima sigaretta, sorseggio il vino e mi faccio cullare dal sax di John, ti respiro. In silenzio.

Potenza dei cartoni animati

Giorni di accordi minori à la Beethoven e maggiori à la Mozart, tutti contemporaneamente. Un terremoto dell’anima e del cuore e dei pensieri tremendo e meraviglioso. Vita. Ma anche di giochi e sorrisi. Domenica passata con il nipotino di 5 anni. Abbiamo costruito astronavi con i lego, disegnato improbabili missili, fatto la lotta con i dinosauri, ballato, fatto merenda con spremuta d’arancia (fatta dal suo amorevole zio) e con i biscotti che abbiamo fatto insieme. E poi lui vuole sempre che gli racconti delle storie, che mi invento al momento, anche mentre facciamo altro. Lui comincia e io vado avanti.  Mi dice che ne vuole ancora. E io dico “eravamo tu, io, spiderman, benten, peter pan e John Travolta…” Lui mi mette la mano sulla bocca e mi dice “ma zio, cosa dici! John Travolta non esiste!”

Sono scoppiato in una risata che non facevo da un po’.

E abbiamo ballato su questa musica.

Imparare

E’ doloroso. Imparare una mancanza. Un vuoto dove prima c’era un pieno. Camminare passi contati che da qui in poi saranno solitari. Imparare a guardare una vetrina e vedere un unica immagine riflessa divisa a metà. E’ doloroso. Certo, ho scoperto l’acqua calda, qualcuno dirà. E invece no. E’ una cosa nuova. Pensavo che non sentire fosse meglio. Errore. Voglio sentire tutto, anche il male. Perché è l’unica cosa che mi resta.

Vuoto

giaccio su me stesso come un sacco vuoto. afflosciato sulla mia passione. inutile. voglio smettere di sentire. è insopportabile questo dolore. martellante in gola e nella pancia. insopportabile. insopportabile. insopportabile. insopportabile.

Sillabe

Ho suonato sillabe. Su tempi dispari e pari. Sempre le stesse. Inspirando e espirando. Le stesse sillabe sulla punta della lingua, sulla punta del cuore, tra i capelli, nelle mani e sull’inguine. Sillabe come sorsi di vino. E’ un’urgenza questo scrivere. Da un internet point. Nel tentativo di pensare le sillabe più vicine alla mia carne. Improvvisa e prepotente ha deviato i miei passi alla ricerca di ciò che so che non avrei mai incrociato nemmeno per sbaglio. Folle. Sillabe. Sillabe Sillabe.

Segni

ho lasciato il segno del mio amore su un tavolino nero. riconosciuto come tale immediatamente da un signore. nero. è il nero il colore che ho negli occhi. ma non un nero di tristezza. un nero come fosse rosso. ho trasudato amore come un miracolato di eros. ed è ancora così. è  così. è così. ho visto in un riflesso ciò che è vero. vero è bello. ho visto il segno anche in una poltrona con un disegno di 40 anni fa. che ci si può addormentare. ma non mi addormenterei. riposare, leggere, far l’amore. ma non addormentarsi. ho il segno sulla pelle. sulle mani che mi porto alla bocca. come una seconda nascita.

Non avrò

Non avrò parole perché ti dirò tutto.  Non avrò freddo perché tremerò. Non avrò occhi scuri perché non avrò occhi. Non avrò carne perché te la regalerò. Non avrò pensieri perché la testa ti starà in grembo. Non avrò lacrime perché mi prosciugherò. Non avrò mani perché ti vestirò.  Non avrò domani perché sarà sempre oggi.

Farfalle in inverno

rimuovo le ore dal giorno. i muniti dalle ore. i secondi dai minuti. solo la musica mi da il senso del tempo. della pausa. dell’incedere. adagiato sulla punta della tua lingua faccio ghirigori con gli occhi. un suono di farfalle. misuro il respiro. esco dall’apnea se mi abbracci.

 

Lenta Mente

rallento. un passo. un altro. un altro ancora. diritto. a zig zag. non so dove andare. non so come andare. questo giorno non esiste. rumore bianco. la mente è lenta. e il cuore veloce.

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