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A volte è necessario che la musica abbia il ritmo del corpo, oltre la melodia e l’armonia. Come battere le mani a tempo, come battere le mani per amore offrendo carezze.

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Su strade che non riconosco percorro un cammino denso. Nel mezzo immerso mi avvinghio con la mia poca forza e respiro ascolto assaporo. Gesti consueti diventano insensati. Ché il senso è altrove.

Avrei potuto ballare

tutta la vita se tu mi avessi preso per mano. ci saremmo condotti dove la pelle parla e la musica fa l’amore con il silenzio. avrei potuto volare e pensare che la vita, si, è bella. ma come una terra straniera, abbraccia e respinge. avrei potuto dimorare tra le tue braccia per sempre, come casa di carne e pensieri. e cibo. avrei potuto costruire sogni di cielo e terra. e noi in mezzo.

Musica del giorno – Saranno bolle di cielo e sapone

e lampi di arcobaleno che trafiggono la pelle, proprio lì dove si posano le mani tremanti. ché sognate le ho. e quindi un senso ce l’hanno. ciò che è dentro è anche fuori. telecinesi dei sentimenti. autopoietica amorosa. si cammina con la pancia e con il cuore, con l’intenzione. i piedi seguono la scia della passione. e quando si impuntano ché la ragione li stende, uno strappo d’anima li fa saltare.

E poi

sentire che mi manca tutto. faccio disfo lavoro organizzo mi stanco. penso alla lavatrice e al frigorifero. alle cose da comprare. a imbiancare. e poi sentire che mi manca tutto. non sono le cose che mi mancano. mi manca la tua mano sugli occhi, la voce nella bocca, la pelle contro la pelle, i passi sincroni guardando per aria e guardandosi negli occhi. mi manca intrecciarmi a te. per chi suonare se non  mi ascolti? per chi parlare?

so però per cosa sono i passi che compio, che compiamo, il tempo che viviamo, le cose che pensiamo. senza te morirei. letteralmente morirei. niente  mi salverebbe. senza te manca tutto. anche il silenzio. solo caos incomprensibile e soffocato.

Musica dei giorni – E quando

tutto l’intorno si tace, irrompe lo stridulo suono dell’assenza e della mancanza. non più urla di sorrisi e suoni sbilenchi da sistemare, grinta da dare (adesso me ne servirebbe un po’), e tempi da far quadrare. come in un acquario, gigantesco, che racchiudo desiderio e speranza, cammino sul fondo. palombaro senza scafandro respiro la tua aria. se ti allontani mi toglierai la vita. modo indicativo, di certezza. e quando la voce dentro ti dice vai, prendi il tuo cuore strappatelo e daglielo, l’azione è già avvenuta. la vita in cambio dell’amore. che sia troppo lirica questa condizione?così lirica che sfocia nel ridicolo? ebbene si, sono un uomo ridicolo. credo ciecamente nelle tue labbra che formano le parole ti amo. anche e soprattutto quando non le vedo. ché vedendole, mentre formi la a, ci poserei sopra le mie per respirare il senso creato.

Canzone del giorno

Canzone del giorno

oggi si lavora. e questa canzone me la porto nelle orecchie e nelle mani. accompagnerò alla chitarra i cantanti del primo anno alla loro prima esibizione. quando quotidiano e sogni si incontrano esplode un flash nella carne e nella mente che illumina tutto. come un big bang infinito in continua evoluzione. rimanendo me stesso, cambio con te.

Try a little tenderness

questo è il brano che devo seguire stasera. difficile perché parte lentissimo. un po’ di tenerezza. farò il rinforzo per la sezione fiati, che è armonizzata a tre voci. è un bel brano che canterà una fanciulla che fa la voce solista in una tribute band ai kiss di sole donne. molto brava. non che mi piacesse molto questo brano quando l’abbiamo scelto a febbraio, ma in questi giorni mi è salito agli occhi e nelle mani. tenerezza. non so bene cosa dica il testo, ma il progressivo incedere della musica mi da il senso della tenerezza che si avvicina alla passione. mah, mi sa che ho qualche rotella fuori posto perché mi capita di non raccapezzarmi più. intanto i suoni e le passioni non si fermano mai. try a little tenderness

lo so che l’originale è di otis reding, ma noi facciamo questa 🙂

Loro

i sognatori sono esseri strani. sembra che non si accorgano del reale. pare quasi che vivano d’aria e non si rendano conto delle difficoltà della vita. è invece vero il contrario. proprio perché sono consapevoli fin dentro le ossa e razionali e pratici e sanno come vanno le cose, sognano. e sono convinti che se smettessero di sognare il mondo si fermerebbe. magari il mondo no, ma la loro vita si. altrimenti sarebbero bloccati, paralizzati dalla paura di fare qualsiasi cosa. loro, i sognatori, sognano un cammino, cose da fare, pensare e le perseguono. fino in fondo. senza stancarsi mai. per questo fanno paura. sembrano incoscienti e stupidi. ma non è vero. non credete a chi ve lo dice. li potete trovare agli angoli delle strade a guardare i palazzi, commuoversi guardando un bambino, piangere dicendo ti amo, apparentemente persi per le strade della vita. ma loro la strada la conoscono già. perché l’hanno sognata. se ne incontrate uno, salutatelo per me.