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Io conosco lo spazio e il tempo in cui si materializza desiderio di vita. L’ora esatta e i profumi, se c’è il sole o la pioggia, la temperatura. Io conosco la consistenza delle mani, il sapore dell’aria e l’altezza delle nuvole. Conosco i suoni ed ritmi, i respiri e le parole. Sono proprio lì, dove tu appari.

Una circonferenza congiunge il per sempre ed il mai più. Lo stesso andamento sinuoso. Il medesimo pulsare. La stessa apparente immobilità. La stessa faccia della stessa medaglia. Finché la circonferenza sdraiandosi e abbracciandosi diventa infinito.

In principio era il verbo. Non è blasfemia associarne il senso all’amore donna uomo. E’ il vortice creatore che accoglie e rigenera. In principio eri tu. Ed in mezzo ed adesso.

C’è stato c’è ci sarà un punto di congiungimento totale. Di aderenza perfetta. Di unisono terza e quinta. In cui l’apparente silenzio e mancanza modificando pause diventano senso.

Tu che possiedi ogni mia molecola nuotami come se fossi mare. Afferrami come se fossi mondo e percorrimi. Vivimi in ogni sensazione emozione parola carnalità. E donami te stessa come per incantamento. Ti custodirò fino alla fine di me.

Sembra quasi

che il corpo arretri. come se si trovasse di fronte passi imprevisti. spingere. il volto in avanti. le braccia indietro. le gambe larghe. leggermente flesse. come in un tuffo. non si vede dove si andrà. si sa che si faranno movimenti. alcuni delicati altri bruschi. nessuno a vedere nessuno a giudicare. non c’è giudizio nel vivere. l’arte non la si analizza. la si sente, intuisce, percepisce. noi siamo la nostra arte. il nostro capolavoro. solo noi conosciamo la visione completa e complessa. ma non mentre la facciamo. un’unica e all’apparenza intricata rete di azioni pensieri desideri relazioni. nell’amore contempliamo l’opera d’arte altrui, desiderandone la pelle. unendo. e guardando. due. opere.

Immagini che rendono soli

quelle impresse negli occhi. quelle di passi. di desiderio. di lingua contro lingua. accarezzare la malinconia per arrotondarle gli spigoli acuminati. parole. sostituibili da bocca affamata e carne bruciante. il silenzio dei corpi. immagini che rendono soli e amplificano la mancanza. chiudo gli occhi e aspetto che le tue labbra mi portino via. mangiando il tempo e il desiderio di te.

Musica del giorno – Esisto

Quella costellazione

che non so ancora nominare, ma che anche di giorno mi sostiene nella navigazione, brilla. le più luminose intorno. ed una intermittente al centro. non mi intendo di stelle, a fatica concepisco lo scorrere dei giorni. ma il segno che lascia la sua luminosità sulla mia pelle rende l’intenzione viva. quell’intenzione di avere su di sé il senso del mondo attraverso la vicinanza e la compenetrazione. il sentirsi e far sentire l’unicità reciproca. attraverso il silenzio o il porgere una frase semplice e banale ma totale “ti penso”. così succede che mentre sei circondato da parole e pacche sulla spalla ti estranei. il tuo corpo e lì, parla reagisce all’intorno e produce senso. ma tu, tu sei proiettato in un altro universo: quello dove una costellazione luminosa ai bordi e intermittente al centro sillaba il suo nome in un codice conosciuto solo a te, quello che nella carne incide il suo nome. cancellando la distanza e scrivendo la parola…

Musica del giorno – Niente

qui, tra le mani. solo aria. e me. cos’è che ci fa svegliare un mattino e sentirci malinconici? così. dal sonno alla veglia. una sensazione che entra negli occhi passando dalla pelle. un futuro che non c’è? un presente che chissà? un sogno dimenticato? un abbraccio sospeso? è un elenco interminabile di possibilità. e tutto sembra scorrere. un fluire di possibilità. ed una che risalterà. questo viaggio non ha fine. se in un abbraccio di fiducia. totale. prendere ed esseri presi. veri. fino in fondo alla gola dove nascono i suoni udibili. ché quelli dell’anima sono fatti per orecchie fini e cuori leggeri. legge di compensazione: ascoltare il proprio silenzio e saltare nella cascata del dentro. dove c’era luce c’è un passo di sghimbescio. avanti e di lato. e mani sugli occhi, le mie.