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Come quando vuoi fermare il tempo in quei giorni che sembra tutto perfetto. O che sia notte. Ogni cosa al posto giusto e tu tra le mie mani e nei miei occhi. Quei giorni che vorresti non finissero mai. E’ un pensiero_desiderio banalissimo. Ma che ha origine nello stomaco ed esplode nella testa e sulla pelle. Viaggiami così che quei giorni non finiscano mai.

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Aspettando la pioggia mi accoccolo tra i tuoi pensieri.

Viversi l’un l’altro è ciò che possiamo fare. Oltre le parole. Oltre i racconti. Percorrersi reciprocamente sugli infiniti piani della storia mai lineare di noi stessi. E ritrovarsi. Ognuno come casa dell’altro.

Piangere. Ché il mio tempo non è tempo né mio. Né la pelle. Né i pensieri. Aprire alle cause future. Consegnare le chiavi della propria anima e del proprio corpo. Lasciando la libertà di usarle. Senza che ne esista copia.

Manchi come l’ossigeno. Facile similitudine. Difficile respirare. Vivere è amare. Azzerare distanze. Offrirsi. Il luogo dove vado non è quello dove vorrei essere.

Verso il tramonto. Corre veloce il treno e vorrei fermarlo. Nelle orecchie la canzone degli Afterhours. Ossigeno. Respiro.

Musica della notte – Qui è un posto che nessuno mai vedrà

qui, dove mi ricopri di pensieri capelli e pelle. qui dove il non detto è infinitamente più significante di qualsiasi parola. qui, dove la notte e il giorno assumono lo stesso colore con te al mio fianco. qui, dove la tua bocca morde senza far male. qui, dove le mie mani diventano la tua carne. qui, dove ti dico ti amo usando la lingua per sentire il tuo sapore. qui è un posto che nessuno mai vedrà. eccetto noi.

Ti cerco

tra le rotaie di un treno che non fa rumore. tra i suoni del giorno. tra le strade polverose. tra il ricordo di abbracci e carne. posata tra le mie dita. custodita. non temere, non ti lascerò cadere. ti porterò alle labbra ogni volta che avrai sete di me. ristoro l’un per l’altra. così come mi hai preso per quel che sono, ti prenderò. cosa chiedere ancora? solo contatto di pelle. e una strada che unisca, dentro e fuori, il sentire e l’essere reciproco.

La foto è di Mikko Lagerstedt – La musica è nel percorso.

Tra tutte le combinazioni dell’universo

una sola è quella realizzabile. l’universo ha regole ignote ma ferree. ha una omnidirezione verso la quale ci muoviamo. succede che ai nostri occhi miopi appaia solo una parte del percorso e spesso timorosi ci fermiamo. il tutto ci ha mostrato una porta. e noi abbiamo il dovere di attraversarla. la chiave siamo noi stessi ed una volta aperta, non ci resta che procedere. con il tempo e i passi che ci vorranno. senza mai lasciar che diminuisca l’intensità del cammino o saremo risucchiati all’indietro.

ecco. ci sono giorni di silenzio ed altri ad alta concentrazione di suoni e parole. ciò che conta è la continua costruzione di senso. il senso dell’amore. della condivisione. della volontà. mi rendo conto che può essere difficile, ma non è impossibile. attraversare i quotidiani reciproci per unirli. io ci sono. cammino. ti seguo e ti sono accanto. mi basta solo sentire la tua mano sui miei occhi, così che mi abbandoni a te. con cieca fiducia nella forza delle tue dita.

Il tempo è tutto quel che ho e che sono

altro non posseggo se non me stesso. attingine a piene mani. bevi e vivi con il mio tempo e con me. io lo faccio con te. mancanza e distanza le divorerò. e ti correrò incontro al tuo passo. modulando il mio incedere al tuo.

M’incanto pensandoti

qualsiasi cosa io stia facendo. un particolare di te, una tua parola, un’espressione degli occhi, un silenzio. m’incanto pensandoti nel tuo incedere fisico e nella vita. nei passi che compi e nelle emozioni e situazioni che vivi. e quando ti leggo fatica allungo la mano per accarezzarti e attirarti a me. appoggiati a me, tesoro. scarica su di me parte della tua fatica, sarà più leggero. ed io non  la sentirò, perché la forza me la da l’amore. perché non esiste altro di più importante per me che vedere i tuoi occhi sorridenti. anche quando non sono rivolti a me. sai che dietro i miei occhi scuri c’è inciso un nome. il tuo. prendi i miei occhi e guardati come ti guardo io. il senso di tutto.