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Un altro luogo un altro tempo
esistono.
Esistono
un altro luogo e un altro tempo
dove una pelle mi chiama
un bocca mi sfiora
una mano zampilla calore
gambe mi cingono e accolgono profondo.
Non so se e quando vi arriverò. Non so.
Però esiste.
E la bocca che sfiora l’aria è la mia
è la mia mano zampilla calore nell’aria
sono le mia gambe cingono e stringono il vuoto.
Mi vesto di una pelle e di un odore che non so
e mi desto.
La mia mano mi tocca.

Voragini

Assenze e presenze. La somma algebrica non si può fare. Nemmeno con moduli e divisioni, calcolo logaritmico e infinitesimale. Non funziona semplicemente perché sono grandezze incommensurabili, come ci dicevano a scuola. Apparentemente della stessa sostanza. Eppur assolutamente diverse. Come l’Aria e il Mago G. Una persona che va ed un’altra che viene non riempiono lo stesso spazio emozionale-relazionale. Una che viene mi aumenta. Una che va, lascia un buco. Tutti i passanti che incrociamo per la strada lasciano buchi. Piccoli, certo. Ma quelli che hanno sostato anche solo per un po’ accanto generando calore lasciano una voragine. Questa, nel tempo, resterà per sempre. Dopo anni ci chiederemo perché sentiamo quel vuoto, forse non ce lo ricorderemo nel dettaglio. Ma il vuoto lo sentiremo comunque. Un passo un po’ aggrovigliato e ZAC, ci si è dentro. Poi dice che uno deve andare in analisi. E’ il freddo dell’intorno che genera nevrosi quando diventa freddo dentro.