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Non è perché sia notte

che sento bruciare la carne. no. lo sento sempre. non è perché sia notte che sento il ronzio dell’assenza che mi buca il cervello e le mani vuote. non è. non è perché sia notte. non è perché sarà giorno tra poche ore. è perché questa passione e questa forza non è tutta mia. non è racchiusa nel mio silenzio e nelle mia parole. non è riconducibile ad un’emanazione dell’universo.  non è perché sia notte. è perché l’amore si crea in due. e il cielo non può far altro che inchinarsi al cospetto di tanta meraviglia.

La foto è di niklasK

forse che il cielo si scusa di essere cielo?

bellissimo stargli dentro. con tutti gli elementi naturali che gli sono propri. non ci si ripara dagli elementi. ci si sta dentro. nella tempesta e nella quiete. cosa c’è di più bello? se non capiamo non meritiamo la bellezza dell’essere ma la parcellizzazione delle povere parvenze. il cielo è fatto come noi. di carne e pensieri. di azioni e sogni. e ama.

Ieri

ero a un seminario e quello che ho sentito mi ha fatto davvero arrabbiare. quando succede, il tono della voce diventa ancora più basso di quello che è, scandisco le parole come se volessi lanciare frecce ad ogni sillaba, lo sguardo torvo. non urlo, non impreco. sembra che sia più calmo del solito. esco da quel luogo imbestialito, dopo non essermi trattenuto dal criticare tutte le cose che avevo sentito. all’uscita mi confronto con alcuni che conosco. e poi vedo le vetrine di corso magenta. mi rilasso. inizio a camminare. e penso. immagino. già all’altezza di “buscemi” sono rilassato e pieno di voglia d’abbracciare. sparo questa voglia a velocità supersonica. chissà se è arrivata?