Posts Tagged ‘ suoni ’

Si va, anche stando fermi. E’ un ovvietà. Ciò che ovvio non è sono il luogo e il tempo: questi, quanto meno tratteggiati, ci faranno decidere il modo. La densità della nostra vita. E non è una questione di meglio o peggio. Ma semplicemente di quello che siamo stati, siamo e saremo. Il modo in cui sfioreremo gli altri, con essi rapportandoci. Fuori da ciò niente è.

Annunci

Non tutti i cammini sono uguali. Perché ce n’è più d’uno. Si intersecano a volte, si sovrappongono e aggrovigliano e poi si srotolano. Hanno suoni i cammini, compresi quelli silenziosi. Hanno mani e bocche, orecchie, pensieri. Parole. I cammini li incontriamo e li percorriamo affiancandoci. Le donne e gli uomini che incontriamo. E di cui, modificando vicendevolmente il passo, ci innamoriamo.

Cosa vede lo sguardo altrui mentre ci si possa addosso. Quale movimento creiamo intorno con la nostra voce e con il nostro corpo. Non me lo chiedo, ma a volte è come avere la percezione che anche quando non pensiamo a comunicare si crei un filo tra noi e l’altro. E’ la vita, è la tensione della relazione

e proprio mentre riscaldavo lo strumento, preso solo ed esclusivamente tra me e me, un legame si è creato tra il mio gioco e chi ascoltava.

E’ il suono che ci unisce. Quello delle mani che sfiorano la pelle, delle labbra che si cercano. Le vibrazioni e le onde sonore generate dal passo noto, dal battito del cuore, dal vento che ci passa tra i capelli. Dai vestiti che cadono.

Dell’Amore e della Vita

…“Stai per compiere ottantadue anni. Sei rimpicciolita di sei centimetri, non pesi che quarantacinque chili e sei sempre bella, elegante e desiderabile. Sono cinquantotto anni che viviamo insieme e ti amo più che mai. Porto di nuovo in fondo al petto un vuoto divorante che solo il calore del tuo corpo contro il mio riempie”

E’ una parte della lettera d’amore che André Gorz scrive alla moglie Dorine. Consiglio a tutti di leggerla. Infonde il senso del tutto. Dell’amore, della vita e anche della morte. L’insieme dei sentimenti, dello spazio, dei suoni, del calore, della vitalità, dei pensieri, di tutto ciò che ci rende umani.

Con lei non ho nessuna possibilità” pensò André quando vide Dorine per la prima volta. Infatti Dorine era “bella come un sogno”. Scrive infatti: “Avevi una folta capigliatura rossobruna, la pelle madreperlacea e la voce acuta delle inglesi”. Invece sarà ricambiato e da quel momento, per 58 anni, non si lasceranno più.

Finché hai una musica da suonare…

Mi fermo sempre ad ascoltare i musicisti di strada. Ed oggi ho incontrato lui. Sono rimasto ad ascoltarlo per un bel po’. Due ciacchiere. Posso riprenderti? Prego fai pure, grazie mi dice. Ed io ringrazio lui, materialmente e con lo spirito. Finché abbiamo una musica da suonare il tempo siamo noi.

Le parole viaggiano su un terreno scivoloso e ambiguo. Si sciolgono con la terra in acqua ed induriscono al calore. Marmoree. E creando aliti vivificano i pensieri.

Poi sembrano corsi e ricorsi. L’insieme ci prende e abbagliamo. Dialettico è il senso in ogni cosa. Ti abbraccio, mi abbracci e il mio nuovo abbraccio segue il tuo. Senza soluzione di continuità.

Leggere e Ascoltare – Mario Meléndez & Dave Holland 5tet

Un giorno ritornerò ai tuoi occhi

e comincerò di nuovo
ritornerò con un suono vuoto di metallo
e sole bagnato
cercherò tra le carte del tempo
il tuo corpo verde e tuoi capelli d’uva
ti coronerò in silenzio con la mia bocca
e con le mie mani che non finiscono
Tornerò da te e dal tuo sangue stellato
vedendo passar la sera come un’ombra antica
qualcosa si romperà là in alto e non saremo noi
qualcosa si brucerà all’istante con l’eco delle tue lenzuola
E tornerò più vivo, più puro, più affamato
e tornerò volando e rompendo penne
farò tutto per te, tutto in silenzio
che persino i galli allungheranno la notte
nel vederti nuda.

Il tempo interno è fuori sincrono con lo scorrere interno. Ha una velocità ed uno spazio differente. Still (e)motion dell’anima e del cuore. La musica allinea suoni e passioni.