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Disumano fare senza realizzare. La pioggia che non irrora e l’anima che si scolora. Sole che disillumina e passo che non cammina. Amare senza toccare. Pelle senza confine.

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E’ il suono che ci unisce. Quello delle mani che sfiorano la pelle, delle labbra che si cercano. Le vibrazioni e le onde sonore generate dal passo noto, dal battito del cuore, dal vento che ci passa tra i capelli. Dai vestiti che cadono.

Io conosco lo spazio e il tempo in cui si materializza desiderio di vita. L’ora esatta e i profumi, se c’è il sole o la pioggia, la temperatura. Io conosco la consistenza delle mani, il sapore dell’aria e l’altezza delle nuvole. Conosco i suoni ed ritmi, i respiri e le parole. Sono proprio lì, dove tu appari.

Suonare il tuo corpo, voglio. Che emetta quella melodia con le note dei nostri nomi. Uniti e silenziosi e ansimanti. E nella luce che dalla finestra filtra intravedere le tue labbra nominarmi e darmi vita. E riposarti accanto, ché il mio calore riscaldi la tua pelle. Mia.

Poi resta

un silenzio denso. come pronunciato. ritmicamente sommesso. un battito in loop. ad ogni respiro ricordare cosa manca tra un battito e l’altro. qual è la distanza da percorrere. orizzonte sotto i piedi e sopra gli occhi. come cielo interno. poi resta l’odore tra le mani. e stropiccìo di ore e giorni da non saperne il nome. poi resta il tempo mercato. quello da passeggiare ed annusare odori nelle orecchie. poi restano dita intrecciate agli occhi. poi resta.

Immagini che rendono soli

quelle impresse negli occhi. quelle di passi. di desiderio. di lingua contro lingua. accarezzare la malinconia per arrotondarle gli spigoli acuminati. parole. sostituibili da bocca affamata e carne bruciante. il silenzio dei corpi. immagini che rendono soli e amplificano la mancanza. chiudo gli occhi e aspetto che le tue labbra mi portino via. mangiando il tempo e il desiderio di te.

Musica del giorno – Saranno bolle di cielo e sapone

e lampi di arcobaleno che trafiggono la pelle, proprio lì dove si posano le mani tremanti. ché sognate le ho. e quindi un senso ce l’hanno. ciò che è dentro è anche fuori. telecinesi dei sentimenti. autopoietica amorosa. si cammina con la pancia e con il cuore, con l’intenzione. i piedi seguono la scia della passione. e quando si impuntano ché la ragione li stende, uno strappo d’anima li fa saltare.

Musica del giorno – Niente

qui, tra le mani. solo aria. e me. cos’è che ci fa svegliare un mattino e sentirci malinconici? così. dal sonno alla veglia. una sensazione che entra negli occhi passando dalla pelle. un futuro che non c’è? un presente che chissà? un sogno dimenticato? un abbraccio sospeso? è un elenco interminabile di possibilità. e tutto sembra scorrere. un fluire di possibilità. ed una che risalterà. questo viaggio non ha fine. se in un abbraccio di fiducia. totale. prendere ed esseri presi. veri. fino in fondo alla gola dove nascono i suoni udibili. ché quelli dell’anima sono fatti per orecchie fini e cuori leggeri. legge di compensazione: ascoltare il proprio silenzio e saltare nella cascata del dentro. dove c’era luce c’è un passo di sghimbescio. avanti e di lato. e mani sugli occhi, le mie.

Io risalirò

Giorno di musica

ieri. fino alle 4 di questa mattina. vedere ragazzi e ragazze uomini e donne carichi di adrenalina. il proprio lavoro che diventa energia dopo un anno. si concretizza sotto gli occhi di tutti. dire sei stato/a brava, vederli letteralmente saltare di gioia e sull’onda dell’entusiasmo trovarsi già a parlare del concerto dell’anno prossimo. nonostante la pioggia, la tensione, la fatica.

e nel mentre sentire un buco accanto. percepire il respiro di una mancanza. mi guardo intorno, mentre tutti si salutano ché ci si rivede a settembre, ché si parla degli accordi sbagliati, dei brani venuti bene, dell’umidità che scorda le chitarre, dei cavi che hanno tenuto. seduto su un gradino mentre intorno è casino puro e non sentire niente. tutto è lontano. solo tu sei vicina. tanto vicina che muovo le braccia per abbracciarti.

ancora un altro giorno. ancora un passo alla volta. una cosa alla volta. ancora e sempre tra le tue mani.