Posts Tagged ‘ pioggia ’

C’è che poi c’è la pioggia con il sole e la musica è quella linea che unisce le gocce

Con quante gocce di pioggia si colma la mancanza?

Quante cose che non so di me

capita di scoprirsi dentro delle cose che proprio non si pensava di avere e di essere. a volte basta un elemento insignificante per farti vedere altro. suono la chitarra, ma non sono un chitarrista rock. credevo. il ragazzo che doveva suonare alive dei pearl jam ha avuto un incidente. giro di telefonate per trovarne un altro. nessuno. gli insegnanti sono tutti occupati a seguire le prove. l’unico libero alle 19 sono io. prendo il chitarrino, leggo la parte e… mi esce un suono da paura che nemmeno io pensavo.

tante cose non sapevo di  me. e stanno uscendo tutte insieme ultimamente. sapevo di essere paziente, ma non così tanto, passionale, ma non così tanto, razionale…

la propria vita viene rimessa su altri cardini, che non si sapeva di possedere. segue un cammino che spesso ci è ignoto anche se proviamo a capirne il mistero.

ecco. sto andando incontro ad un sole, mano nella mano, passo a passo. sotto il quale una vita a lungo desiderata può essere realizzata. come? un passo alla volta.

Leggere e Ascoltare – Vinicius de Moraes e Al Di Meola [Misterio]

Sonetto dell’amore totale

Ti amo tanto, amore mio… non canta
II cuore umano con più verità…
Amo tè come amico e come amante
In una sempre diversa realtà.

Ti amo affine, di calmo amore pronto,
E da oltre ti amo, presente in nostalgia.
Ti amo, insomma, con grande libertà
Dentro l’eterno ed in ogni momento.

Come ama l’animale ti amo semplicemente,
D’amore privo di mistero e privo di virtù
Con un desiderio massiccio e permanente.

E di amarti talmente e di frequente,
Un giorno nel corpo tuo di repente
Avrò da morire di amare più che uno possa.

Musica della notte

Qui c’era un post

la porta nella quale mi rifletto è quella della scuola di musica. adesso sono qui, appena superata la porta a sinistra c’è l’ufficio. sulla porta, adesso aperta, ci sono un paio di insegnanti che fanno pausa sigaretta.  è tutto come al solito. ma non è come al solito.

Stasera si suona

mi preparo. preparo la chitarra. andiamo al solito posto. ci conoscono già. canterò male, lo so, e suonerò peggio. anche se adesso c’è il sole qui continua a piovere a dirotto. non può piovere per sempre. non può. non ho lo spirito adatto. ma in qualche modo si farà. non chiedo niente. chiedo solo di essere unico. in tutti i sensi. perché è quello che do. unicità. è poco? può darsi. ma è quello che so.

il brano dei subsonica mi veniva male, ho la voce troppo bassa. e quindi stasera aggiungeremo questa. perché piove davvero. dentro. e non credo che smetterà di piovere tanto presto. cantate con me.

Presente

a me stesso e all’intorno. le esperienze e l’elaborazione di esse mi fanno essere quello che sono. niente viene tralasciato. né il pianto né il riso, né la gioia né il dolore. ricordare tutto forse è una maledizione, ma serve. torna utile quando la dolcezza e l’amore cercano di nascondere la realtà. presente quando hai che fare con la sclerosi multipla, quando ti trovi tra le mani e gli occhi una donna che sta sprofondando nel dolore e nella depressione e non si è più insieme. presente quando il dolore è il proprio per manipolarlo con delicatezza, per non soccombere. perché da te dipende in tutto una vita senza che sia tua figlia. presente quando qualcuno chiede aiuto. di cosa è fatto questo essere presente?  cosa è? presente. sempre. anche quando sparire e non sentire più niente sarebbe meglio. è povertà d’animo questa? forse. non ho una missione da compiere, non sono un santone o qualcuno che crede nel bello e nel vero a tutti i costi. i miei sbagli li pago sempre. senza sconto. ché non mi interessa. non scappo mai. non fingo. non mento. non opero restrictio mentalis. ho il coraggio di essere me stesso. non ho paura di essere felice. e non ho paura di soffrire. non faccio finta. non sono comodo. spesso sto in silenzio. perché anche così parlo.

La foto è di Christian Coigny

Ero metereopatico

fino ad un giovedì. da quel giovedì le nuvole grigie e la pioggerellina non mi diedero più fastidio. preferisco sempre il vento e il sole, ma anche camminare sotto la pioggia adesso mi piace.

per anni ho camminato da solo senza meta . quando cammino senza una meta apparente, in realtà la meta ce l’ho. sono le mie emozioni ed i pensieri, i sentimenti e le passioni. la musica è quella della città, sulla quale improvviso le note del mio corpo tra passi e sguardi, visioni e commozioni. guardo le cose, le vedo, le inglobo in me e ne viene fuori un’altra cosa. immergendomi in me ed in tutto quello che mi circonda. ma adesso faccio fatica. io che parlo poco, adesso sento la necessità di incrociare passi e parole, emozioni e amore. camminare da solo mi piace ancora. ma in due è vitale. perché porta con sé significati e realizzazioni così intense che tutto diventa luminoso. al di là di ogni dubbio. e le gambe, pur tremando, in due non incespicano più.

 

Mi sento così

come questa musica. ascoltate bene fino in fondo, se vi interessa. sapessi suonare come lui, è così che suonerei adesso. è un movimento ipnotico e lento che aumenta man mano di intensità. e come in un dialogo, se non si condivide quello che si pensa, non serve parlare. non serve parlare se non si dicono le cose più importanti. soprattutto in amore. e lui dialoga suonando con il pubblico. ed essendo questo un brano musicale, prima o poi doveva finire. ma il dialogo vero non si interrompe mai. di fronte a niente.