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Solo Tu

sei l’accordo cristallino che mi risuona dentro. l’armonico che mi fa vibrare. melodia ed armonia mai suonate. un canto ignoto che esiste da sempre. solo tu sai avvolgermi come aria di mare. sai starmi negli occhi accecandomi e facendomi vedere. solo tu sai darmi un passo antico. solo tu mi accarezzi i pensieri come. hai la mano posata sul mio ventre per sentire l’onda che risuona alla frequenza del tuo nome. solo tu generi il mio respiro. sai farmi andare dove non sono mai stato.

Lento blues

Quello che ti prende allo stomaco. Non importa se giorno o notte. Una condizione totalizzante che ti strappa le viscere e te le ficca nel cuore. Il lento blues della testa ciondoloni e degli spiritati. Il lento blues di una tromba che ti azzanna e l’urlo che ne esce è silenzio. Inudibile, perché su un altro livello. Come refolo di vento lontano. Ma che fa il rumore del mare in tempesta. Su scogli montagne e gabbiani impauriti da tanta potenza. Un azzurro grigio in cui ti immergi con calore.

Essere Mare

La foto è di nemeziz

Tango

Un inseguirsi, disse, tra le braccia e le gambe. Afferrandosi e lasciandosi. Abbandonandosi ed irrigidendosi, continuò lei. E lui se la strinse al petto, non per baciarla ma per annusarla e ricordarsi il suo odore. Oltre il suo profumo. Per memorizzare la consistenza della pelle. Lei mise il naso sotto il suo. Così, con il capo chino di lato, vedeva quel cuore sul suo mento.

Quando?

Ci sono volte in cui non fai altro che aspettare un quando. Un quando qualsiasi ma che sia segnale di un “altroquando” propulsivo. Proprio di passaggio da uno stato all’altro dell’esistenza o, più timidamente, del quotidiano. E questo quando ha sempre dei colori nuovi. Non riesci a riconoscerlo nemmeno dal suono. E’ sempre diverso. E’ come un marciapiede non visto, che ti fa quasi scivolare, ma ti rimetti subito dritto felice di non essere caduto ed anzi più baldanzoso. E’ un altroquando  con altri profumi, magari gli stessi, forse solo di differente intensità. La cosa che di più ti colpisce di un nuovo quando è il respiro. Il modo in cui respiri è completamento diverso, sembra più ossigenato, le idee più chiare, più vigore nel corpo. E’ un quando che non sai quando. Però.

Mi va di cantare

Il “vero aspettatore” è intonato, sa sempre cogliere l’andamento. Un po’ come i surfisti che sanno cogliere l’onda, sentono le vibrazioni del mare ed il soffio del vento. Ma io non sono molto intonato e per quanto riguarda il surf… beh, lasciamo perdere.

Per questo mi faccio aiutare.