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Le parole viaggiano su un terreno scivoloso e ambiguo. Si sciolgono con la terra in acqua ed induriscono al calore. Marmoree. E creando aliti vivificano i pensieri.

Camminare in spirito. Parlare con e allo spirito. Ché la carne ascolta. Musica.

C’è stato c’è ci sarà un punto di congiungimento totale. Di aderenza perfetta. Di unisono terza e quinta. In cui l’apparente silenzio e mancanza modificando pause diventano senso.

Ti cerco

tra le rotaie di un treno che non fa rumore. tra i suoni del giorno. tra le strade polverose. tra il ricordo di abbracci e carne. posata tra le mie dita. custodita. non temere, non ti lascerò cadere. ti porterò alle labbra ogni volta che avrai sete di me. ristoro l’un per l’altra. così come mi hai preso per quel che sono, ti prenderò. cosa chiedere ancora? solo contatto di pelle. e una strada che unisca, dentro e fuori, il sentire e l’essere reciproco.

La foto è di Mikko Lagerstedt – La musica è nel percorso.

Immagino

che ci sia un perché in tutte le cose. non che ne sia proprio convinto. è un perché a posteriori, di quando ti chiedi come cavolo è successo. immagino che l’energia ed il calore restino. non si esauriscono. casomai si modificano. certo è difficile capire e pensarsi di nuovo fluire. le sbarre intorno vorrebbero impedire i movimenti. ma non possiamo permettere di lasciarci fermare da parole al vento. il vento se le porta via. resta il segno sulla pelle e sulla lingua. di quelle vocali e consonanti leggere come respiro e pesanti come il cielo. i segni restano, non andranno via. daranno forma ad un nuovo corpo e ad un nuovo sentire. la domanda non è “quando?”, ma “per chi?” e “come?” perché se succederà bisognerà stare attenti a non lasciare che le proprie ferite si riversino incolpevolmente su chi si avrà nel cuore. è il minimo che si possa fare per amore.

La foto è di Mikkel Bache

Lo sguardo altrove

insieme ai pensieri. e alla carne.  guardo la mano che indica il panorama. e tutto quello che la mano porta con se: la storia, i passi, il cammino, la pelle e le parole. e guardo l’incrocio che si è creato e come si sta dipanando. in mille direzioni, ognuna da desiderare, ognuna da percorrere. quasi come le volute di due sigarette, che si intrecciano salendo. ma non scompaiono. diventano altro. diventano noi.

La foto è di KikuFire

Vestire

la tua  pelle vorrei. ché il cuore mi manca. cerco un battito di compensazione. senza il tuo è zoppo. è il tuo calore a darmi la temperatura. e con quello scaldo l’intorno e l’interno. mi dai fiato, senso, parole, passi, ragioni e passioni, suoni e silenzi densi e colori. le tue mani sono l’orizzonte che voglio negli occhi. da qui a sempre. da me a te.

La Foto è di Mike Brodie

Qui

tra le mani piene di colori conservo il tuo sguardo, le tue labbra, il tuo profilo. anche se sapessi disegnare non riuscirei mai a ritrarre la sensualità e la dolcezza della tua figura. oh, non esagero. sono per natura misurato. ma so riconoscere la meraviglia. quella che ti lascia senza parole e ti fa tremare le gambe e sudare le mani. la sento dentro in un luogo imprecisato. la gioia del sentirla mi fa vibrare. è una sensazione che ho il privilegio di sentire. grazie a te.

Come se tu fossi

l’ultimo seme dell’ultima pianta della terra. così ti custodisco. con tutta l’attenzione, la cura, l’amorevolezza e il calore che posso. perché potente possa sorgere dalla terra e irradiare della propria bellezza il cosmo. niente meno del cosmo. che tanta bellezza null’altro la può contenere. come se tu fossi il mio respiro ti trattengo e lascio andare, per generare vita e calore. come se tu fossi la più immensa costellazione ti osservo nominando gli elementi che vedo tentando di inventare nuovi nomi per cose non sapevo nemmeno potessero esistere. E come se tu fossi l’essenziale mistero dell’universo, e lo sei, vengo alla ricerca di te.

L’odore della passione

di questo è intriso la mia pelle. me lo porto addosso. è il tuo. fatto di quella sensazione di naturalezza e di essenza. di compenetrazione anche silenziosa. di visioni di intrecci di mani e gambe. accostando l’orecchio alla mie dita se ne può sentire la voce. come un filo di luce che unisce, oltre i muri e le strade e le porte e le persone. rotolo in me stesso alla ricerca di te. di quanto lasci in me ogni istante. anche quando non ci sei.