Posts Tagged ‘ rabbia ’

Stasera

… chissà  perché vengono in mente le facce dei ragazzi e delle ragazze che ho incontrato in 25 anni di lavoro con i giovani. Promozione del protagonismo giovanile, si dice adesso. Prevenzione del disagio e della devianza, si diceva allora.

Tra tutte, due facce: Tonino e Maurizio. Quelli con cui è stato difficile relazionarsi. E con cui ora non posso più farlo.

Tonino è morto annegato in 50 cm d’acqua di un fosso accanto al quale si era seduto a farsi una pera. La roba era tagliata male. Il trip è stato brutto, è scivolato e non è riuscito a rialzarsi. L’ho incontrato che aveva 10 anni. E’ morto che ne aveva 20. A scuola, in 5 elementare, dicevano che era caratteropatico e sociopatico. A dieci anni! Mandava tutti a quel paese, era incazzato con l’universo. Io andavo a prenderlo a casa per fargli fare i compiti insieme agli altri. L’ho portato al cinema, alle mostre, a vedere i writers famosi che realizzavano i loro pezzi in darsena. Gli interessava tutto ma non gli importava di niente. Anche quando è diventato un cavallo temuto. L’ho convinto a iscriversi ad un istituto tecnico. Ma ha mollato quasi subito. Quello che aveva dentro insieme a quello che aveva fuori l’hanno condotto a quel fosso in poco tempo. Troppo poco tempo.

Maurizio è morto a San Vittore inalando il gas da una bombola. Era dentro per furto (un motorino). Aveva 23 anni.  Quando ne aveva 14 me lo presentano insieme al fratello per avviarli alla musica. Lui chitarra, l’altro batteria. Cominciamo con le lezioni di solfeggio ritmico. Dopo 10 minuti Maurizio non ne può più. L’altro ha imparato a suonare la batteria. Maurizio l’ascoltava sempre. Pensava che non c’era niente di male a fare un po’ il gradasso con gli altri, a mettersi in mostra. In effetti non c’è niente di male, gli dicevo. Dipende da come lo fai. Se lo fai facendo il bullo, minacciando se non ti danno 500 lire (!) per la focaccia, se non ti fanno assaggiare la coca cola, allora c’è qualcosa che non va. Era circondato: educatori, assistenti sociali, genitori (poco), nonni (tanto). Eppure alla fine non ha resistito. Quel motorino proprio gli serviva per andare a ballare. Arrivare alla discoteca, venderlo ed entrare.

Non so perché mi vengono in mente loro, proprio stasera. Ne ho conosciuti centinaia. Penso a loro forse perché hanno lasciato un buco. Nella loro e nella mia vita.

 

 

Annunci

Sapeva che sarebbe successo

Febbraio annuncia la  primavera. E’ la speranza della fine del freddo e l’anelito del sole. Forse è per questo che crea visioni di calore, sentimenti di rinnovamento. E di innamoramento. E febbraio forse ti da il coraggio di osare, ché a marzo è ora d’andare. E aprile lo percorri di corsa, se non hai piedi zoppicanti. E abbracci e ingurgiti amore. Tutto quello che non hai mai avuto prima. E’ una immersione totale nelle parole e nei gesti salvifici dell’eros innamorato. E questo amore, in una qualche pausa di passi di tango, ti appare in distanza. Zoom all’indietro. E lo vedi. E ti vedi. Lo ucciderai. Anche se significherà morire per sempre. Non rinascere mai più sotto nessun’altra spoglia. Allora te ne vai, senza nemmeno prendere il cappello per raccogliere gli ultimi baci. Baci che saranno di altri.

Era tanto tempo fa. E sapeva che sarebbe successo.

 

Un giro sulle news

Non scrivo quasi mai d’attualità (avevo così poca voglia di scrivere, che m’è tornata improvvisamente). Ma oggi, dopo un giretto su vari siti mi viene da mettere in fila quelle mi hanno colpito:

– Operatore di Emergency rapito in Darfur, Francesco Azzarà 

– Calderoli avvisa i calciatori che se protestano gli alza le tasse (La Repubblica)

– B. è un Mussolini fallito (L’Espresso) … come se il Mussolini vero fosse un uomo realizzato aggiugno io!

– La manovra del governo (tutti i giornali) … cipputi siamo e cipputi resteremo, con qualsiasi governo. Ancora me la ricordo la manovra Amato.

– Per Sartori il mondo si aiuta sterilizzando i paese africani (Libero)

– Lingerie sexy per bimbe (Il Giornale)

… e scusate, ma tralascio altri giornali…

sinceramente, oggi mi sento un po’ apodittico, anzi molto. E mi sono rotto i cxxxxxxx.

Bruce Cockburn cantava If I had a rocket luncher…