Hai voglia a dire cose e a farti il segno della croce che se non c’è poi chi ti ascolta, è come poi parlare al vento. Hai voglia a dire cose se poi non segue un vero fare, rimane tutto fermo anche se ti sembra di andare. Hai voglia a dire cose, dense e con sentimento, ma sai con le parole poi non parte il bastimento. E il vero sentimento è quello impresso nella carne, fatto di ossa e sangue da ieri e poi per sempre……….

Perché abbiamo desideri? Anzi, il desiderio? Il poeta parlava di sogni, ma desiderare equivale ad essere. Senza, saremmo solo macchine.Qual è il tuo desiderio? Quello profondo. Quello che senza non è vita. Senza, non è niente. Mi viene da dire un camminare infantile.Prima lo si deve individuare, poi trovare. E passano anni. E poi, se si è fortunati o chissaché, lo si trova. E poi? E? E poi? Ditemelo voi! Se poi non si riesce a viverlo che succede? Se non si riesce a morderlo, a tenerlo tra la mani e tra le gambe, a baciarlo e a mangiarlo, divorarlo… Che succede eh…?????Non ho la risposta. Proprio non lo so. E buonanotte ai suonatori!

J. Redman “WISH”

Ascoltare il desiderio. Vederlo andar via. Cosa c’è di più brutto nella vita? Morire? Esagerato, si dirà. E allora? E? E allora?

Commosso, io

E anche un po’ orgoglioso, devo ammetterlo.

Succede che per lavoro incontro associazioni del territorio che presentano progetti, in questo caso per il bilancio partecipativo.

Oggi incontro, tra gli altri, due giovani, un ragazzo ed una ragazza sulla trentina. Ci diamo subito del tu e mi sembra di conoscerli. Ma d’altronde, essendo un educatore da anni qui, di ragazzi e ragazze e giovani uomini e donne ne ho incontrati davvero tanti.

Prima della fine dell’incontro Marco mi dice “Devo dirtelo, venti anni fa mi hai regalato un libro e da li tutto ha preso la sua strada”.

Acc… Non ricordo proprio. Il volto è noto ma la situazione proprio no. Lui aveva dieci anni, all’epoca. E quel mio regalo dice che gli ha aperto un mondo, nel quale tutt’ora è contento di esserci.

Anche Irene si ricorda di me, in tutt’altra situazione. Sa solo di avere un buon ricordo, però.

Ci salutiamo e dopo un quarto d’ora mi arriva un whatsapp

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Il lavoro dell’educatore non si vede. Chi lo fa non ha riscontro di ciò che fa. Se non in occasioni come queste quando, dopo venti anni, hai occasione di rivedere i ragazzi e le ragazze che hai incontrato nel corso degli anni.

Commozione. Tanta.

Ho detto a Marco “Grazie, mi hai fatto un gran regalo!”

E lui “Grazie a te, tu per primo!”

E … niente… volevo solo scriverlo…

 

Espandendosi in ogni luogo ed in in ogni tempo si sarà sempre nel posto giusto. Si dice che la sostanza stia nel percorso e non nell’arrivo. Quando quantisticamente essi coincidono, ci troviamo al centro dell’essenza di noi. Essenza del viaggio e del restare. Del Trovare e cercare. Dell’affidarsi.

Come fare a disaggrovigliare il dolore? Che sia di presenza o di assenza. Quando non ti basta mettere in fila storie e ragioni. Nemmeno parlare conduce al sollievo. Prenderlo in mano, il dolore, e rigirarselo, annusarlo, riconoscerlo come parte di sé, dargli un nome. Non passerà ma, a qualsiasi età, di sette in sette, avrà forma diversa e proverà a camuffarsi. Avendolo nominato almeno una volta lo si potrà riprendere e non permettere che diventi totale.

Memento – Il mio Credo

credo in Te. negli essere umani uguali e diversi. unici e con la capacità di fondersi con gli altri, nello spazio e nel tempo.

credo nella grandezza dell’essere umano che è tanto più grande quanto più grande sa riconoscere la propria pochezza.

credo che siamo tempo. breve ed allo stesso modo infinito.

credo che nella capacità di dar vita e curarla stia il segreto dell’uomo e della donna. io non lo conosco, ma questo non conta nel calcolo dell’umanità. credo che da soli siamo immensi, ma insieme siamo la forza dell’universo.credo nella forza del sogno che diventa realtà. quanto più il sogno è universale tanto più avrà la possibilità di realizzarsi.

credo negli incroci delle vite, nel meticciato, nella costanza del cammino, nella ricerca del sé e dell’altro, nella realizzazione del corpo, nell’essere uno tra molti, nel mettersi insieme ai molti, nel dare tutto quello che si ha.

credo che tutto quello che sono, che ho imparato, avuto e di cui ho goduto non sia mio. mai. per questo, andando, devo restituire. a tutti quelli che incontro.

credo che vivere sia un’arte, L’Arte.

credo in un dio universale.

credo che il mondo sia popolo, singolarmente sia poco. credo nel cammino tortuoso e faticoso di questo popolo. un dio che non sia di popolo non mi interessa, non è il mio dio. sono un sognatore perché sognando si crea la vita. solo sognando la si crea. non sono un manutentore di relazioni e per questo credo nelle relazioni che non si cannibalizzano ma in quelle che sanno generare senso.

credo che niente sia mio e tutto sia mio.

credo che il peccato sia l’odio, che genera il male. e quindi l’inessenza.

credo che ci sia un legame tra l’universale e il particolare. tra l’amore che provo e la storia dell’umanità, anche se nessuno lo saprà o se ne ricorderà. perché in quello che sono e che faccio c’è quello che sento. e questo io dono a chi ho intorno. per questo rimarrà un segno.
credo nel dare fiducia. nel generare le cause future. nella possibilità rivoluzionaria dell’amore.
credo nel quotidiano e negli abbracci, nelle carezze d’amore alla propria amata. che generano calore.

Accorgersi che la coerenza non paga lascia stupiti come bambini. Increduli e arrabbiati. Eppure è una delle declinazioni dell’essere, non come sempre uguali a se stessi ma divenire. Come un assolo feroce e strappato all’interno del senso. Coerente e, almeno per me stesso, vivo.

E si mantiene la rotta. Novelli Achab. Tutt’uno con Moby Dick. Inseguente e inseguitore.Ombra e luce. Significato e significante. Io tautologico.

Chi mai ci potrà chiamare per nome? Nominare esistenti, esistiti?

A tutte le domande io do una sola risposta.

Grazie.

Percependo altro ci si mette alla ricerca. Un viaggio, un cammino. IL cammino.Forse è tutto qua: percepire altro, l’altro da noi. Qualcosa al di fuori eppure così densamente dentro di noi da rappresentare ed essere noi stessi. La nostra carne, il nostro cuore, il nostro sesso,il nostro pensiero. Eppure diverso. Quanta potenza è racchiusa in questo cammino. Tutta l’esistenza.