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Rissa musicale

I musicisti sono peggio dei tifosi, a volte. Qui è un continuo tutti i giorni, tra insegnanti e allievi sembra la fiera di chi è il più bravo del mondo. Oggi discussione sul  più grande batterista del mondo: giusto per dimostrare che non abbiamo una mazza da fare. Inizia così: passo da Luc l’insegnante di batteria e gli chiedo se ha sentito il live del trio di Petrucciani con Gadd e con Jackson. Uno dei maestri di chitarra mi sente e dice che Gadd ha rotto i maroni, meglio Weckl. Quello di basso si inserisce e dice che non sono comparabili… ecc.. ecc… il volume aumenta… ci si scalda… gli allievi e i genitori degli allievi in attesa ci guardano e ridono…  esce l’allievo di batteria che è un bimbo di 9 anni e dice “ma Gadd sa fare questo?” leccando la bacchetta. Ridiamo tutti. E ognuno torna al suo.

Morale: occhi candidi ridimensionano il rumore di fondo.

Comunque, questo è Steve Gadd alla batteria

Dispenser

Sono ormai vent’anni che porto sempre un preservativo nella borsa. Eh, ma che avete capito! Lo porto per lavoro. Eh, ma che avete ricapito! Perché? Vent’anni fa, uno dei miei ragazzi quindicenni aveva da poco una fidanzata un po’ più grande. Un pomeriggio mi chiama da parte e dice “stasera dormo a casa di M., mi sa che succede”. Io in certi momenti sono proprio un po’ stronxx e chiedo “cosa?”. Lui mi guarda e dice “dai che hai capito”. La smetto subito perché gli leggevo in faccia l’imbarazzo di venirmi a chiedere certe cose. “Qual è il problema? Sei agitato? Hai paura”. “No”, dice, “è che non so come si usa”. Mi viene di nuovo la tentazione di prenderlo in giro, ma soprassiedo. Capisco cosa vuol dire perché gli facciamo una testa con l’uso dei profilattici e contraccettivi… Quindi che faccio? Esco di corsa, vado in farmacia e ne compro una scatola. Gli illustro come un provetto educatore dovrebbe fare come si apre, come si srotola, l’infilaggio su un pennarello giotto maxiturbo… Pare sia andato tutto bene, non ho indagato all’epoca per non provocare ulteriore imbarazzo in lui.

Mbe? Succede che in questi giorni è già la terza volta che mi viene chiesto un preservativo. In extremis, mi dicono. Sono passati a turno tre miei ex-ragazzi, che adesso sono tra i 25 e i 30. Sanno di questa cosa, i piccoli no (è una sorpresa da Mago Gi). Dico, fanciulli andateveli a comprare. Ma è una cosa al volo, dicono tutti la stessa cosa. Stasera esco e magari… Ci sono le farmacie di turno. Alcune li vendono sciolti, insisto. Dai, non fare il braccino dicono. Insomma, a me sembra davvero strano. E in più si sono passati la voce. Beh, per farla breve, non sapendo se qualcuno di loro ha qualche allergia, ne ho presa una scatola “natural”. Al prossimo che viene gliela do tutta. Così il dispenser lo fa lui.

Insieme

Parlavo di prevenzione delle dipendenze, esordi psicotici, progettazione distrettuale, rete di servizi. E pensavo ad un mano nella tasca, una bocca sulla mia bocca, un fiore e una panchina, “mangiamo insieme il primo gelato esprimendo un desiderio?”. Pensavo alla pelle,  al suono dei passi, al mistero degli occhi. Alle vocali e alle consonanti della parole amore che quando pronunciate diventano un nome. Parlavo sportelli scolastici e pensavo alle gambe intrecciate alle mie, a seni cui suggere desiderio e passione. La parte principale di me era da un’altra parte. E’ sempre da un’altra parte. E’ dalla parte dell’amore.