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Sono

Voglio abbeverarmi alla tua fonte, suggere da te ogni sospiro ogni suggestione e ogni pensiero. Cogliere il più piccolo movimento delle ciglia e trasformarlo in carezze per me. Voglio sentire come senti tu, muovermi come ti muovi tu. Diventare uno restando due. Voglio assaporare ogni sapore ogni umore che hai per sentire di cosa sei fatta. Entrare nella tua bocca e restare a scompigliare le parole che creino così un nuovo senso a questo andare. Entrare nelle orecchie per sentire i tuoi suoni ed armonizzarli ai miei, come un canone madrigale laico di sensi e passioni. Segnare la mia pelle sfiorando la tua sentendone sotto i polpastrelli la consistenza. Indossare le tue mani e portarmele alla bocca, unico cibo infinito. Camminare con le tue gambe e farti camminare con le mie. Percorsi diversi ma non paralleli che si incrociano ogni volta che diciamo si. Voglio leggerti i miei sospiri che appesi alla lingua desiderano solo essere raccolti da te. Voglio essere le tue labbra mentre dici ti amo. E quindi essere.

 

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Leggere e ascoltare – Kavafis & Avishai Cohen

Farla non puoi, la vita,
come vorresti? Almeno questo tenta
quanto piú puoi: non la svilire troppo
nell’assiduo contatto della gente,
nell’assiduo gestire e nelle ciance.

Non la svilire a furia di recarla
cosí sovente in giro, e con l’esporla
alla dissennatezza quotidiana
di commerci e rapporti,
sin che divenga una straniera uggiosa.

Balbettio

 

Oggi non ci sono
eppur ci sono.
Ho un suono nuovo
tra sfondi altoparlanti
e fagioli e carrelli.
Alla cassa io ero:
prego
questo cuore è in omaggio
in onore del suo compleanno.
Balbettando bambino.