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Musica della Buona Estate :)

A volte è necessario che la musica abbia il ritmo del corpo, oltre la melodia e l’armonia. Come battere le mani a tempo, come battere le mani per amore offrendo carezze.

Manchi come l’ossigeno. Facile similitudine. Difficile respirare. Vivere è amare. Azzerare distanze. Offrirsi. Il luogo dove vado non è quello dove vorrei essere.

Verso il tramonto. Corre veloce il treno e vorrei fermarlo. Nelle orecchie la canzone degli Afterhours. Ossigeno. Respiro.

Musica del giorno – Saranno bolle di cielo e sapone

e lampi di arcobaleno che trafiggono la pelle, proprio lì dove si posano le mani tremanti. ché sognate le ho. e quindi un senso ce l’hanno. ciò che è dentro è anche fuori. telecinesi dei sentimenti. autopoietica amorosa. si cammina con la pancia e con il cuore, con l’intenzione. i piedi seguono la scia della passione. e quando si impuntano ché la ragione li stende, uno strappo d’anima li fa saltare.

I miei occhi

percorrere le note strade. nella testa pensieri di un convegno. suggestioni di lavoro. sentire il solito suono dei passi per le strade di brera. vedere gli angoli e i palazzi. non manca niente. tutto è al proprio posto. mi fermo qualche minuto nel cortile della pinacoteca per sincerarmi che siano ancora i miei luoghi. che quella luce che vedo è davvero nuova e non un abbaglio. ed anche se la luce abbacina mi sfilo gli occhiali e guardo la statua al centro. è proprio lei. e sento l’odore della mia città. un misto di smog e tiglio. ma qui le macchine sono poche e il tiglio prevale. passeggio ritornando e mi sento a casa. tempo fa, per queste stesse strade sentivo che mancava qualcosa. mi aspettavo sempre di veder spuntare qualcuno da ogni angolo. oggi no. perché quel qualcuno che aspettavo di incontrare ero io. ma ancora non lo sapevo. condivido le impressioni del convegno al telefono. mentre cammino. è tutto vero. e rubo le parole a franzen ogni cosa è illuminata.

io cerco sogno cammino a volte strattono. altre saltello o zoppico. qualche volta corro. tornerà a piovere, lo so. prima o poi. ma oggi mi godo il sole. che è notorio, bacia i brutti, ché i belli… anche i proverbi… non mi sono nemmeno arrabbiato per una insalata di pollo da 20 euro in un caffé. potevo immaginarlo, mangiando in quella zona. e quando mi è arrivato il conto ho sorriso. tutto normale. ma la prossima volta cambio zona 🙂

una cosa manca, però. è la condivisione di pelle e anima. verrà il tempo. verrà. io sono pronto.

Non ho casa se non ci sei tu

esiste un luogo nel fluire del tempo in cui io esisto. dove vivo cammino amo respiro. dove sento il fluire del flusso e mi lascio andare con la consapevolezza e la certezza che nulla di male mi potrà accadere. quello è il luogo dove mi tieni tra le mani, mi annusi il collo, mi spettini, mi parli seria e ti ascolto altrettanto serio, mi doni la lingua e la pelle. è come essere a casa. e può essere in qualsiasi posto. materiale e immateriale allo stesso tempo. non è fatta di mura ma del tuo odore e della tua voce, del tuo tocco e del tuo sguardo. è una casa talmente bella che vorrei fartene dono. scusa, dimenticavo, la mia casa sei tu. come potrei regalarti a te stessa? se lo fossi io per te, allora mi ti donerei. abitami. e vivi in me.

Musica della notte

morbidamente, come in un’alba nuova. in cui si può osservare il salire lentamente del sole, molto lentamente. quasi accarezzandoci con i suoi raggi. e questa carezza sprigiona in noi energia. ma tanta e tale che tutto si accelera come per correre incontro ad un dono.

Guardami

sotto queste lenti. conosci i miei occhi. sono scuri, anche quando ridono. iniettami dentro il tuo cuore. fammi danzare al ritmo dei tuoi pensieri. che siano lenti o vorticosi. trovami un posto dentro te che non tema lo scorrere del tempo, il diluvio universale o l’aridità del deserto. trovami un pensiero e un desiderio in te che sia solo mio, che sia nato con me e attraverso me continui ad esistere. e non dirmelo mai. non voglio possedere. non voglio potere.

guardami sotto queste lenti. ci sono io. è tutto vero. tutto.

Se

se mi guardo intorno, ti vedo sai? ti vedo camminarmi accanto. dove per camminarmi intendo che mi percorri. ti vedo e ti sento toccarmi. sento quasi le tue labbra ed il sapore. potrei dire “senza quasi” ma mi sembrerebbe di esagerare, che qui non siamo in una poesia. qui siamo su una strada fatta di tempo e cielo, a volte col sole altre con la pioggia. non fa molta differenza, anzi non ne fa nessuna. se mi guardo intorno sento la tua voce che mi chiama con tutti i miei nomi. se mi guardo intorno e ci sei tu, sento di essere a casa. ché non ne ho altre a parte te.

Baci e pioppi

come se scendessero e vagassero nell’aria. ieri milano era così. sole, vento, pioppi ovunque. lungo via battisti, incastrata tra una chiesa e largo augusto, piena e luminosa. come se si fosse in un tempo incantato. e nel mezzo tuffarsi a raccogliere a piene mani e con la bocca tutto quello che dal cielo arriva, quasi come galleggiando. ché questo è l’amore, un tuffo senza fine, verso l’alto, raccogliendo lungo il percorso tutto quello che troviamo. proprio tutto. nuotare in esso immergendosi in altitudine e solcando gli alti abissi. cos’altro conta?