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Non guido

Ho smesso di guidare il giorno in cui ho preso la patente, presa solo per sfida.
Quando l’ingegnere della motorizzazione civile ha detto “ok, va bene così”, sono sceso dal posto di guida e non ci sono più risalito. Mai più. Non mi piace guidare e per fortuna, dove abito, non ce n’è un gran bisogno.

Mi sposto a piedi, con i mezzi pubblici ed in treno. E mi succede una cosa strana. Anche se so esattamente dove sto andando e perchè, ogni volta (almeno per gli spostamenti lunghi) è come se mi aspettassi di arrivare in un posto a sorpresa. Magari oggi il treno decide di prendere un altro binario e di andare a Wonderland, o a Vattelapesca. E mi immagino cosa farei una volta arrivato in uno di quei posti: il naso per aria o per terra a guardare quello c’è. Guardare le persone, parlarci, sorriderle.

Ci provo sempre a chiacchierare sul treno, ma non sono invadente. Basta uno sguardo per farmi capire che non è aria. Però è un peccato. Ti sto incontrando adesso, in questo posto sospeso. E poi non ti rivedrò mai più. Abbiamo l’occasione per tessere umanità varia. Se ce la lasciamo scappare avremo perso per sempre un pezzo di noi. L’intenzionalità me la ricorderò, ma non conoscerò la tua voce, il modo di emettere le vocali, il gesticolare. Se non risponderai all’invito non ci saremo mai incontrati.

Bio 2 – In Principio più un pezzetto

… dalle mani di delfina passammo in quelle di anna… solo i più fortunati di noi… e ci raccontava di quando incontrò palazzeschi… e della poesia… e della libertà… e dei campi di concentramento anche se non erano ancora nel programma … e tante cose che sono dentro di me… me ne accorgo man man che il tempo passa… ed un giorno ci fece incontrare regina… regina era un tossicodipendente da eroina… primi anni ’70… e lui ci raccontò delle fughe e delle cose di nascosto e noi un po’ avevamo paura … lui era alto e con quel nome non capivamo … ma ci spaventò a morte con i suoi raccontì… per mesi non parlammo d’altro che di regina ed i suoi nascondigli per non farsi trovare da nessuno.. adesso dico da se stesso… forse… ma uno di noi si fece prendere dal romanticismo della fuga e ci lasciò nel 1984 come molti altri dopo che aveva smesso… anna parlava parole strane … gli altri dicevano cose brutte delle loro insegnanti… noi, come al solito, non capivamo perché… e ci parlò della rivoluzione… dei figli dei fiori… della guerra del vietnam… del femminismo.. della famiglia… leggevamo calvino… cassola… hemingway… “siete piccoli” diceva… “e poi rielaborerete”… già queste parole facevano intuire chissacchè…

a me piaceva cristina… ma io non piacevo a lei… che struggimento… non c’era niente da fare… poesie e regali… niente… suonava il pianoforte ed io imparai a suonare la chitarra … era la prima volta che una ragazza mi teneva lontano ma proprio lontano… abbiamo fatto anche il ginnasio insieme ma in quel periodo avevo in testa elisabetta ed è un’altra storia… quello che ne ricavai fu che da allora cominciai a capire l’importanza della faccia… non le piaceva la mia faccia, così diceva, ed io come al solito non capivo… cosa c’entra la faccia mi chiedevo… ho anche i piedi e le mani e i denti e i pensieri e tutto insomma… cristina adesso è un avvocato divorzista…

… però piacevo alla più bella della classe e non me ne ero mai accorto… me lo disse lei molti anni dopo “eri strano, ma strano, ma così strano che quando eri assente volevo andarmene a casa”… bello eh! sono le più belle parole d’amore che qualcuno mi abbia mai detto… comunque, siccome non me ne accorsi … e poi aveva intorno un sacco di ragazzi … insomma e poi io ero matto per cristina… però una volta se fossi stato più sveglio me ne sarei potuto accorgere… andammo  luna park, e lei stette con me in tutti i giochi che facemmo e mi tenne anche la mano… ma siccome cristina mi aveva fatto vedere la mia faccia pensavo all’amicizia… non bisogna avere una bella faccia per essere amici, vero? pensavo… questa ragazza non so dove sia… l’ho persa di vista verso i 17 anni…

comunque in classe con me c’era antonio… il terrore dei ragazzini… ci rubava la merenda… le figurine… se non gli davi 50 lire per il ghiacciolo capace che ti ammazzava con un morso… una volta voleva picchiarmi perché mi aveva fatto cadere dalla sedia ed io avevo detto ad anna che era stato lui… mi aspettò fuori da scuola… avevo una fifa pazzesca… ma invece di scappare gli andai incontro… “bravo, te si che non ti caghi sotto!” e diventammo amici… antonio è morto schiacciato da un muletto a 15 anni in un magazzino mentre movimentava della merce… era biondo… con gli occhi azzurri… ed aveva sempre una crosta da qualche parte…