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Musica della notte – Io ci sono

tutte le volte che guardi da questa parte. ed anche quando non lo fai. la mattina, il pomeriggio, al calare del sole, che ci sia la luna oppure no. quando sei stanca e inciampi oppure ridi correndo. ci sono mentre ti versi il the o guardi le montagne. ci sono quando sei silenziosa e pensierosa e quando mi investi di parole di cui ho sempre sete. quando cammini sola per strada. quando lavori o scrivi o leggi. quando sei in compagnia e sorridi e muovi le mani e ti ricomponi i capelli ribelli. ci sono. perché parte della mia natura è esserci. per te.

I am calling you / Can’t you hear me / I am calling you

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Bastano poche parole

per dire l’amore. il resto è vita. si inanellano aggettivi e sostantivi, collane di punti esclamativi. mentre una tua mano sui miei occhi ha il potere di tutte le parole dell’universo. un tuo sguardo scioglie il periodare più complesso, le tue labbra danno senso all’inespresso. io ti amo. e in questo c’è la mia vita per te.

Giorno di musica

ieri. fino alle 4 di questa mattina. vedere ragazzi e ragazze uomini e donne carichi di adrenalina. il proprio lavoro che diventa energia dopo un anno. si concretizza sotto gli occhi di tutti. dire sei stato/a brava, vederli letteralmente saltare di gioia e sull’onda dell’entusiasmo trovarsi già a parlare del concerto dell’anno prossimo. nonostante la pioggia, la tensione, la fatica.

e nel mentre sentire un buco accanto. percepire il respiro di una mancanza. mi guardo intorno, mentre tutti si salutano ché ci si rivede a settembre, ché si parla degli accordi sbagliati, dei brani venuti bene, dell’umidità che scorda le chitarre, dei cavi che hanno tenuto. seduto su un gradino mentre intorno è casino puro e non sentire niente. tutto è lontano. solo tu sei vicina. tanto vicina che muovo le braccia per abbracciarti.

ancora un altro giorno. ancora un passo alla volta. una cosa alla volta. ancora e sempre tra le tue mani.

 

Silenzio della notte – E poi

quando le parole incontrano il limite della carne tutto diventa musica e silenzio. suoni dell’anima e della pelle. quella melodia che ho sempre desiderato si materializza tra le mani. e divento io stesso strumento tra le tue. verrà il tempo. verrà. io ci credo. non so quando, ma verrà.

L’immagine è di Alen MacWeeney

Con quante gocce di pioggia si colma la mancanza?

Leggere e ascoltare – Gustafsson [Gli abitanti] / Glass [Glassworks]

Cerano alcuni che abitavano su un corso
 dacqua,
uno dei fiumi piú grandi del mondo, ampio
e lucente.
Non lasciavano mai quel luogo, ma vedevano
tutta la vita che cera a nord e a sud,
le chiatte pesanti e le vele chiare,
la corrente, i vortici e la luce,
tutte le merci che passavano, davanti ai loro
occhi,
cerano sempre cose grandi e sconosciute,
ma passavano cosí lente e chiare
che lasciavano un ricordo senza nome.
E restavano comunque un po insieme a loro.
Quando poi un vento piú sferzante cominciava
a soffiare
e arrivavano stagioni senza navi di passaggio,
stavano là come ciechi, con occhi spalancati
.

la sensazione è lì. quella di una presenza costante dentro il cervello, fino in fondo a tutto tondo, dentro le pareti del cranio. quella di uno spazio occupato da azioni e pensieri. ché ci si sposta un po’ di lato per lasciarne, di spazio. quella sensazione di sentirsi toccato. anche dalla grazia. presi per le braccia. il volto nelle mani. aspirare aria nei polmoni e trovarli già pieni di altro. nel petto un dolce dolore a cui abbandonarsi per essere presi in braccio e trasportati altrove. un passo trattenuto e saltellante, come di bambino. un gioco all’elastico. una parola sulla punta della lingua. un gesto in divenire. lì.

=

Facciamo che fuori è tutto il clima e tutto il tempo contemporaneamente. Pioggia, sole, grandine, uragani, neve, nebbia, afa, cielo azzurro, luna piena e nuova, nuvole, monti innevati su spiagge assolate e strade deserte dell’agosto cittadino. Tutto insieme. E allora entro. Ed è lo stesso. Insieme.

Leggere e Ascoltare – William Blake & Eric Dolphy

Mentre camminavo fra i fuochi dell’ Inferno, deliziato da quei godimenti del genio che agli Angeli appaiono come tormento e insania, raccolsi alcuni dei loro Proverbi; pensando che così come i detti che s’usano in una nazione ne designano il carattere, allo stesso modo i Proverbi dell’ Inferno renderanno palese la natura della sapienza Infernale meglio di una qualsiasi descrizione di edifici o abbigliamenti.
Quando me ne tornai a casa, sull’abisso dei cinque sensi, dove uno scosceso pendio minaccia il mondo presente, vidi un Diavolo possente ravvolto in nuvole nere che si librava sui fianchi della roccia: con fuochi corrosivi scriveva la frase seguente, che ora le menti degli uomini percepiscono, e sulla terra la leggono:
Che ne sapete se un qualunque uccello che taglia le strade dell’aria non è un immenso mondo di delizia chiuso dai vostri cinque sensi?

Leggere e ascoltare – Alda Merini e Charlie Haden [Silence]

Amore,
vola da me
con l’aeroplano di carta
della mia fantasia,
con l’ingegno del tuo sentimento.
Vedrai fiorire terre piene di magia
e io sarò la chioma d’albero più alta
per darti frescura e riparo.
Fa’ delle due braccia
due ali d’angelo
e porta anche a me un po’ di pace
e il giocattolo del sogno.
Ma prima di dirmi qualcosa
guarda il genio in fiore
del mio cuore.