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Finché hai una musica da suonare…

Mi fermo sempre ad ascoltare i musicisti di strada. Ed oggi ho incontrato lui. Sono rimasto ad ascoltarlo per un bel po’. Due ciacchiere. Posso riprenderti? Prego fai pure, grazie mi dice. Ed io ringrazio lui, materialmente e con lo spirito. Finché abbiamo una musica da suonare il tempo siamo noi.

Riposo

finalmente. due giorni pesanti. di stanchezza. ciò che mi tiene vivo e non mi stanca mai è l’amore. è una banalità? forse. forse per chi  non sa cos’è. per chi non ha mai provato l’energia che esso crea. la vitalità, la proiezione nel passato, nell’adesso e nel futuro. una spinta universale al resistere ed all’esistere. una forza che supera d’un balzo distanza-mancanza, stanchezza, pensieri bui e fatica. Una cosa mi manca: essere il tuo riposo, la tua casa. dove puoi stare comoda ed esistere. entrando ed uscendo ogni volta che ti va. guarda la targhetta sulla porta, c’è scritto ti amo. questa è casa tua.

take me home to the place i belong.

L’immagine del cammino

è un percorso di corpi e sensi e ragionamenti. volute di sentimenti che si incrociano senza mai affievolirsi. passi di pensieri ritmicamente a tempo. l’immagine del cammino è la tua mano sulla mia. una schiena da riscaldare. il tuo cuore da cullare. non c’è mistero più grande di ciò che ci si appalesa agli occhi e alla mente in tutta la sua naturalezza e potenza. sei tu il mio cammino.

Marc Chagall

Meraviglia

incessante generi. uno stupore che filtra la notte, percorre chilometri e mi entra in petto passando dagli occhi e percorrendo le gambe e gli inguini. un incanto tale che mi guardo intorno e mi tocco gli occhi. impazzisco di desiderio. di sentire il tuo respiro crescere con il mio, la tua pelle scaldarsi con la mia, al ritmo che sapremo dargli. e meraviglia stupore e incanto mi prendono.

Leggere e Ascoltare – Wagoner / Brad Mehldau

La Foresta Respira

Resta immobile.
Gli alberi davanti i cespugli accanto a voi
Non sono persi. Ovunque voi siate siete Qui,
Ed è necessario trattarlo come un potente straniero,
Devi chiederle il permesso di conoscerlo e di essere conosciuto.
La foresta respira. Ascolta. Essa risponde,
Ho fatto questo posto intorno a voi.
Se tu lo lasci, potresti tornare di nuovo, dicendo Qui.
Non vi sono due alberi uguali per Raven.
Non vi sono due rami uguali per Wren.
Se un albero o un cespuglio si perde su di te,
tu sei sicuramente perso.
Resta immobile. La foresta sa dove siete. Voi dovete lasciare che vi trovi.

Percorrerti

voglio alla ricerca del punto d’unione tra anima e carne, sesso e spirito. del luogo fisico e mentale in cui le parole si trasformano in gemiti di piacere. in cui l’articolazione della parola mioamore diventa un si di compenetrazione. unico di due unicità. voglio navigarti gli occhi per vedere dove portano. che così profondamente in me sommergono tutto il prima. ed esiste solo l’adesso. e tu. tempo e spazio si annichiliscono di fronte alla tua bocca. la luce ti curva intorno. ed io ti voglio.

 

Qui

tra le mani piene di colori conservo il tuo sguardo, le tue labbra, il tuo profilo. anche se sapessi disegnare non riuscirei mai a ritrarre la sensualità e la dolcezza della tua figura. oh, non esagero. sono per natura misurato. ma so riconoscere la meraviglia. quella che ti lascia senza parole e ti fa tremare le gambe e sudare le mani. la sento dentro in un luogo imprecisato. la gioia del sentirla mi fa vibrare. è una sensazione che ho il privilegio di sentire. grazie a te.

Sulla Senna

prendimi la mano. E’ un’immagine da cartolina, ma chi se ne importa. Lo dicono gli invidiosi che non hanno immaginazione. Potrebbe essere la Senna come il deserto dei Gobi, Piazza di Spagna oppure o la Patagonia. Non fa differenza. Ciò che fa la differenza sei tu. E un ramo non nasconde noi. Protegge gli altri dal bagliore, dallo scoprire improvvisamente il significato della parola amore. Gli si potrebbe fermare il cuore.

 

 

 

Lava dolce

fumo. lacrime. ma non è la sigaretta. non è tristezza. è passione. è tenerezza. è vulcano e lava dolce. esiste la lava dolce? da adesso si. è quella cosa infuocata che brucia ma non scotta. è il fuoco della vita. è il segno della rigenerazione. è il tatuaggio dell’amore. un segno visibile solo ad occhi eletti. è conoscenza e condivisione senza possesso. la scoperta del sé. il riconoscersi uguali e diversi. è affidarsi. interamente. liberamente. completamente. carne e pensieri.

Ché poi…

qui non c’è tutto me stesso. Mancano alcune parti di me. Il quotidiano, il sesso, le incazzature. Alcune cose le salto per non annoiare con cazzeggiamenti che levati nemmeno pieni di spleen si sopporterebbero, altre per non urtare la suscettibilità di chi si trovasse a passare di qui anche solo per caso e trovarsi raccontati amplessi da quattro soldi. Altre ancora per timidezza ché porca zozza arrossisco anche solo per uno sguardo figuriamoci scrivere certe cose. Però vis a vis non sono così timido, neh. Il sindacato il lavoro la politica l’impegno sociale la scuola popolare… Ma chissene… Mi capita di annoiare me stesso… quando succede mi metto a suonare così cambio rotta… vorrei avere il dono di Hank Chinaski di prendere e cambiare aria… ma non ce l’ho… e m’incammino aspettando. Ché poi uno dice ma cosa cavolo significa e boh mica lo so esattamente. Lo capisci solo quando una modifica del tuo spazio tempo ti appare all’orizzonte senza che ne avessi avuto nemmeno il sentore. Succede proprio perché ti sei incamminato. Non serve correre né far finta di niente. Basta l’andare. Comunque, ovunque. Allungarsi verso un gancio metaforico che sollevandoci appena appena renda possibile una visione leggermente diversa del percorso, del vissuto, del desiderato, del respinto, dell’amato. Di tutto insomma. Sono un miope e presbite contemporaneamente quindi mi devo continuamente avvicinare/allontanare per mettere a fuoco.