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Lo stato di grazia è una ricerca. Un divenire, un modificare la luce vitale in modo che ci appaia il dentro e l’interno come un movimento armonioso. Tu sei qui. Dentro me.

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Musica della Buona Estate :)

C’è che poi c’è la pioggia con il sole e la musica è quella linea che unisce le gocce

Esisto

su un filo sottile fatto di onde magnetiche. trasmissione delle proprie vibrazioni attraverso l’aria per chilometri. cammino su una strada che non ha mai visto le nostre mani congiunte, le nostre carezze trattenute. guardo una nuvola che forse è la stessa che stai guardando tu. e un sole impietoso che mi ricorda il mio nome, che non esiste se non lo pronunci tu. abito una pella spaurita di mancanza, assetata di te. come contadino aro il mio corpo per darti la vita che so, che posso. accogli questa mia natura come fosse la pioggia di primavera. come un fatto naturale. non può essere altrimenti.

Quanti modi

esistono per declinare l’amore? quante parole lo possono materializzare? quanti gesti, baci, carezze, passi, contatti lo possono rendere talmente aereo da spandersi per l’universo? quanti sguardi, orgasmi, braccia, mani, gambe, bocche e lingue lo possono far diventare di carne?

quanti e quali modi e parti di noi, non so. so però da quale parte del cielo si trovano. dalla tua.

Parentesi

una parentesi lieta tra il naso e il mento è il sorriso. raro sul mio volto. ma ne conosco il senso. adesso è in sospeso tra gli occhi e la lingua. incrociando quegli occhi si aprirebbe in un finalmente. in un adesso lungo un sempre. un sorriso di intenzione. uno di passione. uno di timidezza ed uno di decisione. uno erotizzante ed uno di appagamento. uno ridarolo ed uno di silenzio.

Giulia contro i Romani

no, non quelli di adesso. Quelli antichi. Quelli che parlavano latino. Dice, non li capisco proprio, ma come facevano a parlare con le parole spostate, i sottintesi, ‘sti ablativi che significano mille cose, dativi e accusativi che cambiano il senso completo della frase. Non c’è verso di farle capire che è retorica. E’ il modo che usavano per discorsi più o meno forbiti. Giulia dice che Cicerone era un malato di mente e Tacito lo seguiva a ruota insieme a Sallustio e a tutti gli altri. Dice che per esprimersi così devono avere avuto una qualche carenza affettiva da piccoli, che forse sono stati abbandonati al mercato o che sono stati investiti da una biga mentre attraversavano i fori imperiali. Mi sono ammazzato dalle risate, anche per il casino storico nel discorso. E’ andata avanti tutto il pomeriggio con le invettive contro il latino mentre cercava di tradurre Cicerone. E’ sempre la stessa cosa, le dicevo, soggetto predicato complemento. Individuali e cerca di comprendere il senso. E lei, dall’alto del suo metroeottanta (grande pallavolista) saraccava come un camallo (anche perché ha saputo che avrà 5 in pagella). Nema problema, le dicevo, vedrai che nel II quadrimestre recuperi come sempre.

Giunti alla fine della tenzone con la versione di Cicerone e dopo una chiacchierata sul nuovo fidanzato se ne è andata dicendo “ci vorrebbero mille Asterix”! 🙂

fa freddo qui

fa freddo qui dove sono. è così umido che le strade sono bagnate  senza che piova. ma piove fuoco. fa freddo qui. fuori da qui. che dentro c’è fuoco. non ho bisogno di accendini e fiammiferi. autocombustione ecco così si chiama. gli alberi si piegano quando passo. non è un inchino. indicano la strada. vorrei salirci sopra per vedere lontano. verso le montagne. come renzo tramaglino attraversare l’adda e trovarmi in un altro stato fisicamente. che in un altro stato ci sono già. un altro me all’orizzonte. sono io l’orizzonte. mi vedo e mi supero. una linea spessa come il mondo mare compreso.

=

Facciamo che fuori è tutto il clima e tutto il tempo contemporaneamente. Pioggia, sole, grandine, uragani, neve, nebbia, afa, cielo azzurro, luna piena e nuova, nuvole, monti innevati su spiagge assolate e strade deserte dell’agosto cittadino. Tutto insieme. E allora entro. Ed è lo stesso. Insieme.

Luce fioca e silenzio