Pufff Pufff

L’aspettatore odia la fretta…

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Settembre

Ho letto qua e là scocciature per l’autunno che arriva. Tralascio le info che ci passano alle elementari sull’alternarsi delle stagioni e la canzone di Guccini. Però non è male. Se dentro è sempre uguale, qualcosa fuori almeno cambia. Suggerisco la visione di

Koyaanisqatsi

e l’ascolto di

Mi va di cantare

Il “vero aspettatore” è intonato, sa sempre cogliere l’andamento. Un po’ come i surfisti che sanno cogliere l’onda, sentono le vibrazioni del mare ed il soffio del vento. Ma io non sono molto intonato e per quanto riguarda il surf… beh, lasciamo perdere.

Per questo mi faccio aiutare.

Parole sante

“Chi ha l’occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi” [da “Marcovaldo” di Italo Calvino]

La nuvola

E aspetta che ti riaspetta, il sole iniziò a fare capolino. E tra lampi di luce e carezze d’ombra si innamorò della nuvola.

Cinema dell'aspettatore

Musica dell'aspettatore

Questione di definizioni?

Come dicevo, l’aspettatore non si aspetta niente. E non aspetta. Non è un attendista stratega. E nemmeno un pazzo che si lancia. E’ un improvvisatore. Coglie al balzo, perché sa che ci sarà un balzo. Balza perché sa che durante una qualsiasi delle frazioni di tempo in tra l’ascesa e la discesa, ma anche quando sarà di nuovo a terra, ci sarà un qualsiasi evento. Che l’aspettatore riconoscerà non prima di averlo intravisto.

Arrivi o partenze?

La foto è di Mandarina. L’ho solo modificata leggermente.

Modi di dire

Ché poi uno dice: “macchetiaspettidallavita?”. Così, tutto d’un fiato.

Ma che c’entra? Mica l’aspettatore si aspetta qualcosa. Mica dorme e non piglia pesci o non si aiuta che il ciel non l’aiuta.

E’ come se già sapesse, ma non sa esattamente cosa. Si muove senza affrettarsi (festina lente, dicevano gli antichi). Ché tanto tutto è già.

Un po’ bergsoniano un po’ Paolo Conte.